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DUE PAROLE SULLA CRIMINOLOGIA (PARTE I)


Dalle notizie storiche risulta che a metà del XIX secolo per la prima volta in Gran Bretagna sia stato chiesto il parere professionale di uno psichiatra in un procedimento penale per valutare lo stato mentale dell'imputato al momento dell'agito criminale.

Ed è proprio alla fine dello stesso secolo che la Criminologia viene riconosciuta come Scienza autonoma.

Cesare Lombroso viene considerato il padre della criminologia come scienza, con la pubblicazione del famoso trattato “L'uomo delinquente studiato in rapporto alla antropologia, alla medicina legale ed alle discipline carcerarie (1876)”, a cui lo psichiatra veronese deve la propria fama, gettò infatti le basi della metodologia nella criminodinamica e criminogenesi. Egli, nella teoria dell'uomo delinquente, classificava i criminali in base alla loro caratteristiche fisiognomiche descrivendole nell'atlante correlato. Questa metodologia, anche se ad oggi taluni superficialmente la dileggiano poichè apparentemente limitata al mero aspetto fisico, all'epoca del Lombroso però aveva un senso logico e pratico,  poichè alcune caratteristiche fisiche e strutturali degli individui erano sicuramente più legate di oggi  ad esiti di patologcie croniche o a vissuti in qualche modo correlati ad condotte sociali devianti, a condotte di vita particolari che effettivamente identificavano una tipologia di criminale. Oggi  a Lombroso va riconosciuto l'aver gettato le basi degli studi di antropologia criminale, da cui attinse il suo allievo Enrico Ferri che sviluppò gli studi criminologici concentrandosi sui fattori sociali e economici.

La visione del Lombroso della criminologia è ad oggi quindi un esercizio didattico e storico e la Criminologia  ha assunto i caratteri di una scienza autonoma, che studia l'atto criminoso nel suo complesso e che non può prescindere dalla multidisciplinarietà, sia che sia indirizzata in senso antropologico, sociologico, giuridico che criminodiamico, criminogenetico, criminalistico.
La criminologia è infatti la scienza che studia i fatti criminosi nel loro insieme, come fenomeno sociale inserito in una determinata società in cui i crimini vengono commessi, e gli agiti dei singoli criminali in relazione alle dinamiche sociali.

La criminologia è quindi anche quella scienza che studia il criminale, la vittima, la relazione vittima-criminale di per sé ed in relazione all'ambiente in cui tale relazione nasce, si parla di criminodinamica e criminogenesi, e più nel particolare è quella scienza che dal punto di vista pratico studia la criminalistica.

E' quindi necessario comprendere anzitutto cosa signifcano questi termini.

Per criminodinamica si intende lo studio della azione criminosa come espressione del rapporto nel soggetto tra fattori predisponenti/inducenti all'atto criminoso e fattori di resistenza,sia personali del criminale che ambientali; permette di comprendere le dinamiche appunto che hanno condotto all'atto criminoso. Nel suo contesto rientrano quindi l'analisi della natura del singolo reato, la capacità a delinquere del criminale e la pericolosità sociale. La crimonodinamica studia in sintesi la dinamica dell'atto cirminoso.

Con criminogenesi ci si riferisce a quella branca della criminologia che analizza nel loro insieme fattori genetici, ambientali predisponenti /inducenti all'agito criminale. La criminogenesi studia i fattori alla base all'azione criminosa.

La criminalistica infine è la branca che studia nel singolo caso i reperti le prove, giocando un ruolo fondamentale nella ricostruzione degli eventi correlati all'atto criminoso; è la “scienza delle Tracce”. Anche in questo caso si comprende quanto sia di fondamentale importanza la mutudisciplinairietà delle competenze. Le tracce ed i reperti vanno chiaramente analizzati ma innanzitutto e soprattutto vanno saputi individuare, e questo avviene con un adeguato sopralluogo sulla scena del crimine.

Il sopralluogo è infatti la fase fondamentale, talora con azioni irripetibili, in cui deve essere “congelata” la scena così come si presenta alla scoperta del crimine, e risulta da una analisi criminalistica e criminologica.

Un soprallugo deve essere in grado di delimitare la scena del crimine in modo adeguato, delimitando zona primaria, secondaria e di transito /contatto con criminale e/o vittima; individuando tracce, le prove ma anche lo stato dei luoghi con odori, posizione di oggetti, vie di fuga e di accesso... Il sopralluogo sarà quindi descrittivo, ma anche fotografico, filmato.

Questi dati identificati, catalogati, contestualizzati saranno non solo alla base del ragionamento investigativo ma saranno fondamentali nella parte processuale.

Inoltre il sopralluogo deve anche poter permettere di fare una stima del tempo di presenza del criminale e la sua vittima nei luoghi di interesse.

Ogni dettaglio deve essere analizzato, descritto, per comprendere anche in un secondo momento la sua pertinenza nello svolgimento degli eventi. Cosa fondamentale è poi non contaminare la scena.

Già da questa sintetica presentazione su cosa sia la criminologia ci fa comprendere che anche i criminologi provengono da percorsi diversi, e ciascuno contribuisce alla criminologia in base al proprio bagaglio culturale, o così dovrebbe essere. [ continua ]

Giovanna Bellini

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