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LO STALKING: FENOMENOLOGIA E DECLINAZIONI


Ringrazio il Dott. Marino D'Amore, per l'invio del presente articolo, estratto dal suo intervento alla conferenza PENSIERI DI DONNE - Roma 25 Novembre 2014, in cui fa riferimento al Manuale «Violenza in-finita» curato da Marco Strano e dalla sottoscritta. Giovanna Bellini 

Dott. Marino D'Amore 

Lo stalking è un crimine quasi invisibile, subdolo, infame perché si nutre dell'omertà e della paura delle sue vittime, per la maggior parte donne. Il temine stalking indica un insieme di comportamenti, reiterati ed intrusivi, di sorveglianza, di controllo, di ricerca e contatto nei confronti di una "vittima" che risulta, quindi, continuamente infastidita e vessata da tali attenzioni, decisamente pressanti, per usare un eufemismo, e per questo non gradite. Le dinamiche che caratterizzano lo stalking solitamente vengono messe in atto da un ex partner o da un amante respinto, i quali, con condotte minacciose e molestie conseguenti, tentano una sedicente riconquista, secondo modalità morbose e irrazionali. Tali condotte si sostanziano in atteggiamenti compulsivi e persecutori come inviare quotidianamente decine di sms, e-mail, fare molte telefonate con una cadenza tempistica molto precisa, attuare pedinamenti e intrusioni di varia natura nella vita privata, fino a sfociare, in alcuni casi, nella più feroce esasperazione di tali comportamenti: l'uccisione della persona perseguitata. Come è riportato nel libro, il fenomeno è diventato materia di studio negli Usa sin dagli anni '80, quando si verificarono casi di persecuzione di star da parte di ammiratori ossessivi. In California la prima legge anti-stalking è del 1991, mentre in Italia la prima normativa che affrontasse il problema è stata concepita nel 2009. I nuovi mezzi di comunicazione come i cellulari o i social network (Negroponte N., 1995) soprattutto Facebook, hanno offerto nuove, concrete possibilità di azione agli stalker e dato luogo a una conseguente recrudescenza di questo tipo di reato. Esso si è arricchito così di altre fattispecie che vanno dalla mera incompetenza sociale, caratteristica del soggetto che ignora la gravità dei suoi comportamenti prevaricatori, sino al sadic stalking ossia il comportamento messo in atto da quelle persone, solitamente con disagio mentale, che pedinano, assillano e molestano la vittima. Comunemente si ritiene che lo stalker sia una persona che possiede tratti narcisistici ed ossessivi per cui sviluppa un senso di possesso sulla vittima che diventa, nel tempo e secondo una dinamica progressiva, la sua ossessione. Egli non percepisce la gravità dei suoi gesti, si sente in diritto e ritiene opportuno comportarsi così... 

[articolo completo nel manuale]





lo stalking: fenomenologia e declinazioni









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