STALKING TALK
Home > PSICOPATOLOGIA

OFFENDERS A RISCHIO DI SALUTE


Offenders a rischio di salute
Anatomia psico-fisiologica dell’autore di violenza
Dott.sa Sabrina Costantini

Di seguito uno stralcio dell'intervista con prof. Aragona, Istituto di Medicina Legale di Messina.

“ …. Nel cadavere dell’odierno mafioso si trovano i segni di uno stress prolungato; nei vetrini in cui sono fissati questi tessuti ci sono le modificazioni croniche tipiche dello stress. Cominciamo dall’ipofisi, coinvolgono la tiroide, la corteccia della ghiandola surrenale. Spesso ho visto in uomini di trent’anni i segni della sclerosi coronarica, premonitori di una ischemia o di un infarto …. Per me sono dati significativi: il morto viveva nella paura. Nella letteratura medica sono segni conosciuti; li si è trovati in soldati morti in guerra, nelle popolazioni civili che abitavano in zone di bombardamento.
Vede, quel corredo di segni che ho descritto dipinge un quadro noto, di aumento del tono aggressivo. In breve significa che in una persona normale non supererebbero la soglia per produrre una reazione, in queste persone possono scatenare meccanismi impensati …. Molte genialità artistiche o scientifiche nascono da questo stato. Ma la risoluzione positiva di questa condizione dipende in genere dal livello culturale della persona, dalla sua capacità di indirizzare la propria aggressività, di controllarla. E questo purtroppo avviene raramente. Queste persone difficilmente riescono a convivere tranquillamente con una tale tempesta di ormoni”.

Questo brano stimola tante riflessioni ed è assai interessante soprattutto per il punto d’osservazione, ovvero quello di un’anatomopatologo che osserva un cadavere di un offenders per definizione.
Molti di noi lavorano sulla violenza, ci impegniamo attivamente ad aiutare le vittime, a sostenerle emotivamente, a cambiare la danza relazionale, ad evitare le recidive, a rimettersi in sesto in una vita dignitosa, ma ci impegniamo anche nel fare prevenzione, informazione, sensibilizzazione, educazione, ecc. Negli ultimi anni poi, ci stiamo accorgendo che tutto ciò deve completarsi in un cerchio che preveda ogni anello della catena, includendo quindi l’intervento sul maltrattante o offenders.
Ma come?
Si sperimentano tanti tipi di intervento, da quelli forzati come bracciali elettronici, controlli, interventi farmacologici, a quelli più costruttivi e psicologici, la mediazione penale, lo sconto di pena con misure alternative, i gruppi di mutuo-auto-aiuto, la psicoterapia, gruppi rieducativi, ecc.
Chi lavora con gli autori di violenza, sa molto bene che qualunque sia lo stratagemma d’aggancio, qualunque la tecnica adottata, alla fine se la motivazione non si trasforma da esterna in interna, non si potrà mai compiere nessun cambiamento. La motivazione interna stessa poi, è solo il primo passo, che non conduce necessariamente al cambiamento effettivo.
Perché le vecchie abitudini sono resistenti, perché una personalità di un certo tipo, cresciuta in un certo ambiente socio-familiare-culturale che vi ha apposto un taglio specifico, atta da sempre a reagire agli stimoli in un certo modo, a non affrontare le cose creativamente, ecc., dovrà possedere una motivazione veramente imponente, una forza per mantenere l’impegno e l’energia a lungo tempo sull’obiettivo, desiderio di cambiamento, fiducia e capacità di creare una relazione di fiducia, la capacità di affidarsi.
Inoltre, è difficile vedere i vantaggi del cambiamento, quando si pensa che la violenza sia un’arma, uno strumento di potere. Cambiare è un po’ come scegliere quella che si ritiene la strada della fragilità, lo definirei un forte deterrente al cambiamento.
Ma il corpo costituisce uno strumento forte, un grande alleato, il corpo parla forte ed ha un linguaggio su cui si può far leva.
Con molti autori di violenza non si può far leva sulla correttezza del cambiamento, non si può puntare sull’empatia con la vittima, sulla creatività di relazioni libere e paritarie, ma sicuramente non si può ignorare la paura della malattia e della morte!
Gli offenders (soprattutto chi agisce la violenza più brutale, come i boss della mafia) spesso vivono agendo una sfida costante verso la morte, un po’ un modo per neutralizzarla.
Alimentare l’esame di realtà sulla propria condizione a rischio, sul fatto che ciò che si desidera neutralizzare, alla fine lo si realizza giorno per giorno, perché si inquina il corpo, la salute e la tranquillità, può essere un percorso difficile ma fattibile. Segni di malattia o di squilibrio, possono collaborare nel mostrare una tale situazione.
Tutto quanto detto, vale anche per gli autori di violenza intrafamiliare, di stalking, ecc. Pensiamo ad esempio allo stalker, nel momento in cui vive concentrato su un unico scopo, quello di avere sotto controllo la sua vittima (che sia ex innamorato/a, amico/a, collega, parente, vicino di caso, ecc.), di sapere cosa fa, di sentirla propria, oppure di vendicarsi in qualche modo, vive in una tensione costante, in una frustrazione, in un agire incentrato su un unico scopo, che produce stress, ansia, pensiero ossessivo, paura!
Come il boss di mafia vive costantemente nella paura di perdere potere e controllo, di essere a sua volta aggredito e ucciso, anche l’autore di stalking alla fine vive a contatto con il possibile smacco di perdere potere e controllo, di perdere l’unica ragione di vita, di perdere di vista l’altro che gli attribuisce un senso, ma anche con la paura di essere a sua volta controllato, smascherato, accusato, arrestato, ucciso, ecc.
Lo stile di vita di tutti gli offenders, con gradi diversi, deve essere costellato da un’ansia costante, agitazione, stato d’allerta, da ritmi sonno-veglia disturbati, da abitudini alimentari non sane, da abuso di alcool e sostanze varie, dipendenza da condotte compulsive, gioco d’azzardo, rituali della vita quotidiana, solitudine, isolamento, povertà affettiva e via dicendo.
L’intervista descrive la condizione fisiologica del boss, con effetti da stress prolungato, tipici di condizioni estreme, come nei soldati morti in guerra o nelle popolazioni sottoposte a bombardamenti, proprio a confermare la gravità della tensione psico-fisiologica.

Non si può ignorare la grande sofferenza degli autori di violenza. Come curanti non possiamo certo cedere alla tentazione di ignorare tutto ciò, di giudicare e giustiziare.
Si parla di educazione alla sanità e al benessere della popolazione, ma non ci si occupa mai di chi si trova in condizioni estreme di violenza, non da parte di chi la subisce ma da chi la mette in atto.
Chi compie violenza non si trova in una condizione di benessere emotivo e psicologico ed il corpo ce lo dice chiaramente!
Spesso però chi ha sempre vissuto in questa condizione, chi reagisce agli stimoli con una modalità offensiva non sa farlo in altro modo, ha acquisito una modalità di risposta automatica e reattiva. E’ necessario tutto un lavoro sul sentire e sul pensare per produrre un cambiamento sostanziale ed il punto di ingresso può essere proprio la salute e la percezione del proprio corpo, dell’equilibrio mancato.
Forse non c’è percezione della paura costante e della sofferenza, forse non c’è riconoscimento del proprio stato emotivo negli autori di violenza, ma il fatto di trovarsi davanti ad uno specchio che rimanda l’immagine di uomino di trent’anni a rischio di ischemia o di infarto, mi sembra un ottimo spunto per il cambiamento!
Non credo che sia una strada facile, ma credo che sia un altro tassello che può essere utilizzato per completare il quadro e rendere i risultati più vicini alle possibilità reali.

a cura di:
Dott.sa Sabrina Costantini
Associazione Oltretutto, Po.St.iT Sportello Stalking in Toscana, sede di Pisa
Tel. 366 2753616 dal lun. al ven. ore 9.00-18.00





offenders a rischio di salute









Direzione scientifica
Drssa Giovanna Bellini





STALKING TALK

56126 Pisa (PI)

contatti 


stalking facebook





Direzione scientifica Drssa Giovanna Bellini - Media parner Anyweb Consulting srl - P.IVA 01867820506



[ © Copyright | Privacy | Cookie | Tag | Site Map | Credits ]
Realizzazione siti web & Web Marketing
anyweb consulting pisa
powered by PisaOnline & Network Portali