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... E I PENSIERI DELLA SUA VITTIMA (II PARTE)


3 Settembre. Oggi, dopo un’estate stupenda, si riprende il lavoro!
Che noia. Il solito tran tran, le solite corse.
Mi mancheranno i bimbi e lo stare tutti insieme. Siamo una bella famiglia!

4 Settembre. Piano piano al lavoro si riprende il ritmo, fra un po’ ricominciano anche le scuole.

7 Settembre. Stanno tornando anche tutti i vecchi clienti,  per fortuna con le vacanze, non hanno cambiato negozio. Mi fa piacere vedere che ci sono degli affezionati, che i prodotti piaccioni.

10 settembre. Ieri sera siamo andati tutti a vedere uno spettacolo, tutti insieme come in vacanza, è stato bello! Avevo invitato anche Gioia coi figli e il marito, peccato che non siano venuti. Ho postato anche le immagini su facebook, così capisce che la prossima volta non se lo deve perdere!

17 settembre. Ho saltato qualche giorno di lavoro e già stavo meglio! A volte penso che sarebbe bello occuparsi solo dei bimbi!

18 settembre. Con le mie amiche ho mostrato le foto delle vacanze, che nostalgia di quei posti bellissimi!

20 settembre. Si ricomincia con la scuole, le riunioni, i giochi da giocoliere per farci entrare tutto! Uff. Ma voglio stare vicina ai miei piccoli e voglio esserci!
Non certo come hanno fatto con me, i mei!

22 settembre. Ci sono giorni in cui anche le piccole battute dei clienti, ti alleviano la vita. Stamani ero triste, era l’anniversario della morte di mamma, ma poi ….. è bastato poco per tornare ad essere serena. Il lavoro aiuta tanto a superare tanti mali!

25 settembre. Ogni giorno, alla solita ora, le solite persone. Che strana vita, fatta di tabelle così scandite! Chissà se esiste un altro modo di vivere

27 settembre. Oggi sono stata proprio sbadata, per poco non mi sono caduti due vassoi di pasticcini! Forse sono solo un po’ stanca! Ho faticato un po’. Qualche cliente mi ha chiesto anche se mi era successo qualcosa, forse era proprio visibile.

1 Ottobre. Il professore è venuto con la febbre a comprare il pane. Poverino, deve essere veramente solo! Quando si è soli non è facile.
Mi ha fatto così pena che ho fatto uno strappo alla regola e gli ho promesso di portargli il pane a casa! Spero non si venga a sapere, altrimenti magari altri se ne approfittano.

2 Ottobre. E’ stata lunga la mattina, non stavo troppo bene. Alla fine dovevo passare dal professore, aspetterà il pane e le verdure cotte, poveretto.  È stato gentile e ha ringraziato tanto, voleva a tutti i costi che entrassi ma sono rimasta lì sul pianerottolo e sono andata via. Ha un po’ insistito ma ero troppo stanca e un po’ imbarazzata, non vado mai dai clienti.

3 Ottobre. Alla fine ieri sera mi ha fatto bene andare a letto presto, ero proprio stanca e oggi la mattinata è filata via più liscia.
Sono di nuovo andata a portare pane, verdure e prosciutto al professore. Ancora cortese e gentile mi ha invitato ad entrare, per non offenderlo sono entrata, ho chiesto come si sentiva, se aveva bisogno anche per il giorno dopo e sono andata.
In fin dei conti non mi costa più di tanto. E’ veramente solo, non c’è un’anima in casa. Non è facile, non avere nessuno che si prende cura di te quando stai male!
Ognuno c’ha i suoi casi della vita!

4 Ottobre. Anche oggi tutto è filato liscio, ho finito prima di lavorare e sono andata dal professore, nella speranza di rincasare e farmi un bel bagno caldo.
Quando sono arrivata era tutto sudato, rosso, probabilmente aveva ancora la febbre.
Mi ha fatto pena, sono entrata m’è venuto un moto di accudimento, quasi fosse mio figlio. Poi ricordandomi di chi è, non mi sono permessa, lui è stato gentile mi ha offerto il te, ho rifiutato, dicendo domani.
Abbiamo riempito un po’ il tempo, non sapevo di cosa parlare, mi sono sentita in difficoltà quando ha detto che attendeva con ansia il mio arrivo. Ho sentito tutta la sua profonda solitudine, il suo senso di abbandono.
Ha spiegato che anche quelle piccole azioni lo alleggeriscono delle cose quotidiane. In effetti, quando si sta male anche le piccole cose pesano.

5 Ottobre. Sono stata un po’ in ansia pensando che forse oggi il professore si ricordava della promessa del te, allora ha portato anche un vassoio di biscotti.
Lui era sorpreso e contento, quasi un ragazzino di fronte alle caramelle.
Abbiamo parlato un po’, così del più e del meno. E’ tanto solo, ma è anche un po’ noioso e non lo conosco. Appena ho potuto sono andata.
Domani però dovrò ancora portargli il pranzo.

6 Ottobre. Sono tornata dal professore ancora portando biscotti, temevo che se non l’avessi fatto lui ci sarebbe rimasto male, in fin dei conti a me non costa.
Abbiamo proseguito nella conversazione di ieri, ha fatto qualche domanda sulla mia famiglia, mi sembrava di essere tornata a scuola, sotto interrogazione.
Ho preso l’ordine per lunedì e pensando a quanto dovesse essere duro per quel pover’uomo, gli ho detto che un’amica disoccupata si occupa di aiutare in casa, se avesse avuto bisogno! Così sono più tranquilla.
Sento un po’ di peso, come se avesse trovato un’ancora, ma io non ho la forza, né il tempo di occuparmi anche di lui.
Questo mi mette ansia, non vorrei si sentisse ancora più solo.

8 Ottobre. Ho riflettuto in questo week end e ho pensato che è meglio che il professore non si illuda troppo, non pensi che possa aver trovato in me qualcuno che lo aiuta in casa o simili.
Per cui, sono andata, ho portato quanto mi ha chiesto ma sono subito uscita, facendo capire che ho una casa, un marito e dei figli. Ha detto che avrebbe chiamato la mia amica, spero non si sia offeso, ma sarebbe un’ottima soluzione se lo facesse.
Ma ancora …. Mi aspetta domani, a me sembra però che stia molto meglio!
Mha!

9 Ottobre. Non ci posso credere. Sono proprio stupita, bho!
Sono andata anche oggi dal professore, dopo aver chiuso, di fretta perché avevo un impegno e anche per non trattenermi troppo.
Voleva offrirmi il te,  ha insistito un po’ troppo, ho avuto anche l’impressione che si approfittasse della mia disponibilità e così ho tagliato corto dicendo che era decisamente guarito e lo avrei aspettato in negozio.
Ha cominciato a dirmi un sacco di cose che non mi sarei mai aspettata, che sono la sua dea, mi ama, che sono fatta per lui e lui per me, non c’ho capito più nulla.
Ho avuto paura, mentre cercavo di spiegargli che non avevo niente contro di lui, tentavo di avvicinarmi alla porta, cercavo inutilmente il cellulare, ma non riuscivo a trovarlo ….. Sempre più spaventata. Sono scappata via  e non potevo proprio crederci!
Ma come? Che stava succedendo?
Era andata a casa sua solo perché mi aveva fatto pena, contro le regole che mi ero data. So quanto è dura essere soli e lui mi ha fatto pena, volevo solo fargli capire che non è proprio solo, anche gli estranei possono dargli una piccola mano.
Possibile?
Ha capito tutta un’altra cosa! Com’è successo? …….

a cura di:
Dott.sa Sabrina Costantini
Associazione Oltretutto, Po.St.iT Sportello Stalking in Toscana, sede di Pisa
Tel. 366 2753616 dal lun. al ven. ore 9.00-18.00

... e i pensieri della sua vittima (ii parte)









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