STALKING TALK
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L'ESPERIENZA DELLO SPORTELLO ANTISTALKING DI PISA (PARTE I)


Le osservazione in un anno di attività
Dott.sa Sabrina Costantini


L’associazione Oltretutto e lo Sportello Po.St.iT di Pisa, Postazione Stalking in Toscana, ha compiuto un anno proprio il 12 maggio.
Quest’anno di attività ha prodotto molti risultati, riflessioni, cambiamenti. Cercheremo di tradurli in modo sintetico e comprensivo.
Intanto ricordo l’attività principale svolta dallo sportello:
  • Contatto e-mail
  • Contatto telefonico
  • Colloqui con psicologi: consulenze da 1 a 4
  • Sostegno psicologico
  • Colloquio con legale: di consulenza
  • Colloqui con legale: di eventuale presa in carico
Dal maggio 2013 al maggio 2014 abbiamo registrato circa 50 contatti, di cui la metà è afferita al servizio. Se teniamo conto poi, dei familiari o amici che hanno accompagnato quasi sempre gli utenti e hanno usufruito della consulenza o parte di essa, gli utenti diventano il doppio o anche più.
Non dimentichiamo infatti che accanto alle vittime primarie vi sono quelle secondarie, ovvero quelle che lo diventano in quanto parte del contesto più stretto, familiare, amicale, coabitativo, ecc. Le persone vicine diventano vittime in quanto anche loro sottoposte a stress in modo diretto e indiretto, subiscono direttamente le ingiurie, le continua chiamate, le pressioni, ma anche indirettamente il clima di ansia, stress, preoccupazione, paura e panico del bersaglio preferenziale. Talvolta inoltre, chi vive con la vittima o chi condivide tempi e spazi, di fatto è anch’esso/a a rischio di aggressione e intrusione, oltre che di manipolazione e raggiro.
Guardando nel dettaglio, i nostri utenti hanno presentavano le seguenti condizioni:
  • Relazioni terminate
  • Stalking condominiale
  • Stalking amicale
  • Richiesta improprie (gravi disturbi deliranti, violenza domestica, litigi non stalking, ecc.)
  • Richiesta da parte di familiari, amici, conoscenti (al posto della vittima effettiva)
  • Richieste di vittime di altre forme di violenza: mobbing e bullismo
  • Lo sportello è diventato oggetto di stalking
I primi due tipi di stalking sono quelli più frequenti, ma spesso si è visto che quando la vittima non riesce o non vuole chiedere aiuto, lo fanno le persone circostanti che vivono il conflitto in modo altamente stressante. Questo ci far riflettere profondamente sul livello della ricaduta della violenza, che va ben oltre di ciò che si vede o si registra in modo immediato.
Relativamente all’ultimo punto, ci riferiamo a situazioni in cui l’utente non ha ricevuto la risposta desiderata e in quanto tale ha prodotto pressioni continue e improprie, soprattutto attraverso telefonate e mail.
Qui si deve aprire una parentesi sulle richieste e sulle risposte. Non sempre la richiesta dell’utente può essere accolta così come formulata. Spesso è necessaria una decodifica di elementi consci e inconsci, di dinamiche inconsapevoli, una comprensione della situazione e la formulazione della risposta più appropriata a quella specifica persona, non corrisponde necessariamente a quanto chiesto. Le domande che pervengono allo sportello, sono quasi sempre confuse per vari motivi, perché la persona è spaventata, è in ansia, non ha chiaro la situazione (non è sicura di essere una vittima o di essere un molestatore), perché collude con l’altro della relazione patologica, perché da una parte è vittima e dall’altra carnefice, in ruoli intercambiabili e così via.
Già apportare una lettura chiara della situazione, riformularla e dare una risposta altrettanto chiara e funzionale è il primo importante intervento. Vi sono persone che sanno utilizzare questa riformulazione e la risposta in modo costruttivo e altre che purtroppo non sono capaci o non sono pronte per questo. La rispondenza e l’impiego di tale risposta terapeutica può andare in varie direzioni, in base alla struttura di personalità, alle risorse personali e sociali, alla struttura patologica o meno. Ed il fatto che una parte delle vittime, reagiscono alla frustrazione facendo stalking allo sportello stesso, ci mostra la loro struttura psicopatologia, la relazionalità disfunzionale e il livello di violenza, attuato da loro stessi, che agiscono il ruolo di vittima ma anche di carnefice.

Andando nel dettaglio delle vittime, quelle pervenute al nostro sportello avevano le seguenti caratterischiche:

  • 90%  degli utenti
  • Conformemente ai dati nazionali sono: 70% donne e 30% uomini.
  • Il livello di scolarità medio-alto
  • La  nazionalità italiana
  • Il range d’età va dai 23 ai 65 anni, con una concentrazione nella fascia d’età dai 30 ai 40  
  • La grande maggioranza di loro sono casi di “ex”, però vi sono stati anche casi di stalking familiare e condominiale.

Gli stalker:

  • 10% degli utenti
  • Utenti spontanei:
  •     50% uomini 50% donne
  • Livello di scolarità medio-alto
  • La nazionalità italiana
  • Il range d’età va dai 23 ai 30 anni (utenti spontanei)
  • Gli utenti spontanei  sono tutti ex abbandonati dai partner

Le molestie attuate e subite dagli utenti pervenuti sono state messe in atto attraverso:
  • SMS
  • Telefonate
  • E-mail
  • Facebook
  • Distruzione di oggetti
  • Controllo dell’altro/pedinamento
  • Registrazione dei movimenti con telecamere, foto
  • Atti e parole di minaccia
  • Aggressioni fisiche
  • Ricatti, diffamazione
  • Atti legali

L’ESITO DELLA RICHIESTA presso il nostro sportello

  • Consulenza psicologica da 1 a 4 colloqui: tutti
  • Consulenza legale da 1 a 2 colloqui: 30%
  • Sostegno psicologico (da 2 a 6 mesi): 20%
  • Azione legale: ammonimenti, separazioni, affidamento: 2%
  • Invio ad altri servizi (Po.St.iT altre sedi, psichiatria, ai propri curanti, al proprio legale, ecc.):  15%

Per concludere questi dati possiamo fare alcune considerazioni sulle VITTIME:

  • Il primo obiettivo, decifrare la domanda: è stalking?
  •  Paura di parlare e prendere visione della propria situazione: una prima forma di denuncia
  •  Confusione su cos’è lo stalking, su cosa significa fare e subire violenza, dipendenze...
  •  Confusione di ruoli, modi, comunicazioni e strumenti a propria disposizione
  •  Importanza della rete, della comunicazione fra operatori, forte uso della scissione
  •  Uomini vittime, per lo più casi di stalking condominiale, molestatori insoliti
  •  Tutela dei minori

Le considerazioni sui MOLESTATORI:

  • Perché vengono?
  • Per sapere se sono realmente stalker!
  • Cosa si aspettano?
  • Una pacca sulla spalla e la deresponsabilizzazione
  • Molte problematiche associate: dipendenza affettiva, problemi d’identità, abuso di sostanze, disturbi di personalità, problemi familiari ……

ALTRE CONSIDERAZIONI

  • Importante informare!
  • Importante eliminare pregiudizi
  • Essere vittime di stalking non è una vergogna
  • Far sapere che anche gli uomini possono essere vittime
  • Aiutare a formulare la richiesta di vittime e di stalker
  • Evitare le recidive
  • Ma soprattutto: Fare educazione alla violenza!

Dobbiamo inoltre ricordarci che lo stalking è un disturbo della relazione. L’interazione fra vittima e molestatore assillante infatti è caratterizzata da confusione, dinamiche insane, dipendenza, asimmetria, scarsa reciprocità, non rispetto, non libertà. Lo stalker inoltre, presenta scarsa tolleranza alla frustrazione, ai limiti, l’altro deve sempre essere a propria disposizione. Se possiamo tradurre in uno slogan siamo nell’ottica del tutto e subito, usa e getta!
Infatti stalking che terminano con lesioni gravi, con omicidio e suicidio sono pochi e comunque rappresenta l’ultima fase della violenza, all’inizio lo stalker con le sue azioni pressanti e incessanti ha l’obiettivo di ottenere:
  • Attenzione
  • Risposta
  • Vicinanza
  • Controllo sull’altro
  • Potere
  • La relazione

[ continua]




l'esperienza dello sportello antistalking di pisa (parte i)









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