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LA PARTECIPAZIONE AGLI INCONTRI SULLA VIOLENZA


Dott.sa Sabrina Costantini

Nel marzo cascinese dedicato alle donne, l’Associazione Oltretutto, Sportello Anti-Stalking, Bullismo, Mobbing, grazie all’invito dell’Assessora Silvia Innocenti e al supporto della Signora Rita Cartacci, ha promosso alcune iniziative, volte ad una maggiore conoscenza della violenza.

Come associazione abbiamo organizzato e portato avanti tre iniziative a Cascina.
Il 7 marzo, presso la sala del Consiglio Comunale, ore 11.30 abbiamo proposto un incontro dal titolo “Donne …. amiche e nemiche di sempre …. Donne festeggiate, amate, odiate, discriminate ….”. Incontro corredato da un ricco buffet, proposto dal comune stesso.

Quest’incontro è stato un modo da parte dell’Assessora di proporre e offrire qualcosa di diverso e costruttivo, rispetto alla solita mimosa, profumata e piacevole, ma che aimè di veloce caducità.
Si trattava di un incontro aperto a tutte le dipendenti comunali, ai loro colleghi e alla popolazione tutta.

Il risultato?
La sala era gremita ed interessata, curiosa, stupita e costruttiva.
Ma sapete una cosa?
Erano presenti solo donne! Tante donne di tutte le età, professioni, interessi, ma solo donne.
Infatti, una di queste ha poi lasciato un commento sulla nostra pagina facebook, congratulandosi per l’incontro ma proponendo di aprirlo anche agli uomini. La cosa mi ha un po’ sorpreso, mi ha fatto riflettere.
Di fatto era aperto a tutti, ma l’assenza totale del maschile, era talmente incredibile che ha lasciato supporre che fosse un incontro esclusivo al femminile.
Fa riflettere quanto il mondo maschile e quello femminile siano ancora così lontani.
Che siano diversi è ovvio e va bene, ma così distanti ….
Per le donne è richiesta e necessaria la presenza degli uomini, gli uomini invece, forse hanno pensato che non c’entravano niente, che era un incontro esclusivo, di genere, legato ad un solo genere. Ma non stava scritto da nessuna parte e questa è solo la mia ipotesi di come forse siano interpretate le parole e le proposte, sulla base di un invito: “Donne …. Amiche e nemiche di sempre ….. donne festeggiate, amate, odiate, discriminate ….”
Ma di chi dovrebbero essere amiche e nemiche le donne? E da chi verrebbero amate, odiate, discriminate e tante altre cose ancora?
Chissà cosa hanno pensato gli uomini che lavorano in comune e non solo!

Le successive due iniziative riguardavano il pomeriggio trascorso nella Biblioteca di Cascina.

Il programma prevedeva un seminario dal titolo “Donne …. Principesse e streghe, sirene e cenerentole …. Stereotipi dentro e fuori casa …”
L’incontro, come il precedente proponeva una riflessione sugli stereotipi e sulla violenza legata ai preconcetti presenti nella nostra cultura (differenze di genere all’interno di cartoni animati, fiabe, pubblicità, trasmissioni televisive, testi scolastici, lingua italiana, ecc.).

Il seminario è stato preceduto da una breve indagine conoscitiva, svolta all’interno dei locali della biblioteca. Si è somministrato un questionario cartaceo anonimo agli utenti, allo scopo di avere una panoramica sulle idee, conoscenze e convinzioni legate alla violenza.
Il campione era costituito da 22 soggetti, con il 45% circa nella fascia di età 18/20 il 45% circa nella fascia fra 21/25, il 4% circa fra i 26/30 ed il restante 4% circa oltre 60 anni. La quasi totalità del campione rientra in una fascia di giovani e giovanissimi, 59% maschi ed il 41% femmine, 91% italiani, il restante 9% stranieri di origine rumena e cilena, con residenza distribuita nel territorio circostante.

Il questionario aveva un duplice scopo. Da una parte avere una panoramica sulle conoscenze circa la violenza dei giovani (seppur in un piccolo campione), con possibili indicazioni di intervento preventivo ed educativo sul tema.
Dall’altra mirava a suscitare un po’ di attenzione e curiosità sul tema, per poi poter motivare all’eventuale partecipazione al seminario.

Anche in questo caso sono emerse alcune considerazioni.
Intanto quelle sul contenuto delle credenze, che non approfondisco in questo spazio, ma che hanno messo in luce una visione parziale, riduttiva e talvolta imperniata di stereotipi, su ciò che descrive la violenza. Emerge anche che, la fonte primaria di informazione sullo stalking e sulla violenza, sia rappresentano dai media, in particolare internet, quindi una conoscenza solitaria, a discapito del fatto che i giovani, di fronte a difficoltà o atti di violenza vorrebbero rivolgersi alla famiglia, alla scuola, agli organi di giustizia e agli sportelli. Evidenziando quindi un forte gap su cui lavorare.

C’è bisogno di presentare di persona e di discutere personalmente con i giovani, su questi temi, nello stesso tempo è necessario una formazione e sensibilizzazione delle famiglie, degli insegnanti, delle forze dell’ordine, ecc.

Se guardiamo ora il tipo ed il grado di partecipazione, nessuno si è opposto nel compilare il questionario e anzi fra le varie risposte, il campione ha affermato che ciascuno ha il potere di intervenire e di far qualcosa nei confronti della violenza.

Poi però in effetti, pochi di loro hanno partecipato al seminario e ancora una volta pochissimi uomini. Solo le donne, arrivate indipendentemente dal questionario, sono rimaste fino in fondo, inchiodate dalle immagini che abbiamo trasmesso, da quelle parole e scenari che ci bersagliano in continuazione attraverso internet, pubblicità, film, fiabe, telefilm, trasmissioni, libri scolastici, lingua italiana, ecc. Gli stereotipi di violenza che ingeriamo quotidianamente, con cui cresciamo acriticamente.

Si è parlato di stalking, di mobbing, di bullismo, di violenza quotidiana, della violenza che ci circonda in continuazione.

Lo stalking infatti alla fine è una delle espressioni di violenza, la forma relazionale della violenza o se vogliamo la violenza della relazione e dell’assenza della relazione.
Ed in fondo lo stesso vale per il bullismo (detto anche mobbing scolastico) ed il mobbing.

La composizione del pubblico ci dice che il problema è veramente nella relazione e anche la soluzione. Perché è dura pensare che certe tematiche interessino solo le donne in quanto vittime preferenziali, che gli uomini si scansino pensandolo come un problema che non li interessa.
Forse non ci sono maschilicidi, ma gli uomini sono vittime di violenze anch’essi e soprattutto sono autori di violenza. Se pensiamo allo stalking è oltremodo visibile, il 30% degli uomini è vittima di molestie e sappiamo che si tratta di una sottostima.
Chi commette violenza, qualunque ne sia la forma, infatti è comunque ristretto in un ruolo limitato, è obbligato in una strada che ne limita la libertà. La violenza, limita la vittima, ma limita anche il molestatore perché non gli offre alternative, ma solo la strada dell’atto violento che sembra richiamare sé stesso.
La stalking più di ogni altra forma è un disturbo che si esprime nella relazione, il molestatore non accetta che la relazione sia terminata, non accetta la presenza dell’altro come condomino, non accetta le ragioni dell’altro, non accetta i no e le frustrazioni in genere e non trova altri modi, per esprimere il dissenso o per tollerarlo, se non facendo pressioni indesiderate sulla sua vittima!
E’ strano che gli uomini non siano interessati a tutto ciò!
Questo ci deve indurre a riflettere sul perché capita e in che modo far conoscere ed educare con forme che coinvolgano tutti, uomini e donne.

Attraverso l’informazione e la relazione si deve favorire il cambiamento di atteggiamento verso la vittima, il carnefice, ma anche verso sé e la messa in atto di una propria responsabilizzazione.

Com’è ormai noto da varie esperienze e ricerche, spesso la violenza non viene riconosciuta, neanche negli ambiti psico-socio-medici, perché non la si conosce, ciò ci ricorda l’importanza di partire dalla base di un’educazione alla Violenza, un’educazione che faccia comprenderla e riconoscerla in tutte le sue forme e sfaccettature, per poterla rendere alla propria portata di cambiamento.

Spesso parlando di stalking, ci si nasconde dietro le quantità “In fondo non ho inviato tanti sms, non ho fatto tante telefonate …..”, dimenticandoci che non si tratta di misurare o calibrare la quantità, comunque difficile da delineare, ma di guardare alla qualità. E’ atto molesto quell’agire indesiderato e continuo, chi lo subisce non lo desidera e chi lo commette non ne tiene conto!

Il primo obiettivo dunque risiede nella formazione, sensibilizzazione, culturalizzazione degli adulti deputati all’educazione (insegnanti, genitori, educatori, ecc.), parallelamente è necessario un intervento sui e coi ragazzi stessi.

Associazione Oltretutto, Po.St.iT Sportello Stalking in Toscana, sede di Pisa
Tel. 366 2753616 dal lun. al ven. ore 9.00-18.00


TOSCANA PISA
(From Monday, April 28, 2014, never expire)



la partecipazione agli incontri sulla violenza









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